giovedì 19 febbraio 2015

LA DERIVA ICONOCLASTA DEI CONCORSI FOTOGRAFICI


Il lavoro fatto è molto bello.Cos'è ? E' fotografia contemporanea semplicemente. Abbiamo bisogno di una sotto-etichetta ? Potremmo chiamarla POST FOTOGIORNALISMO o FOTOGIORNALISMO INTENZIONALE. Ma nella sostanza cambierebbe poco, semmai quei giurati del WPP non saprebbero dove collocarlo e inventerebbero subito una nuova sezione con uno di questi due nomi, così nessuno potrà mai più burlarsi di loro.....
Si è tanto parlato di etica del fotogiornalismo ma si dovrebbe anche parlare di etica di queste giurie
dai gusti prevedibilissimi come il risultato di una partita di calcio tra la prima in classifica e l'ultima.
Per anni queste giurie ci hanno inondati di piètas, tutte uguali anno dopo anno. E vincevano in ogni concorso parrocchiale, scolastico, condominiale e cimiteriale.Adesso che hanno voluto, per così dire, rinnovarsi per non soccombere loro stessi sotto una montagna di noia, immediatamente sono stati sgamati per l' assoluta imcompetenza e incapacità di guardare.

Non sarebbe giunto, per caso, il momento di chiudere questi premi ?

lunedì 5 gennaio 2015

                       I PEPERONI DI WESTON  E  I  FILES  DI  PEPERONI


  La fotografia si fa, si crea. In seguito, soggetta alla compravendita, diventa merce.La compravendita delle merci è governata dalle leggi dell'economia e alle regole del libero scambio.I prezzi delle merci sono stabiliti dal gioco della domanda e dell'offerta.Vale per tutto, per il greggio, per l'oro e le monete, per i peperoni e il sesso.Vale anche per i fotografi e le fotografie.Davanti ad un offerta spropositata rispetto alla domanda, ecco che si verifica il crollo dei prezzi.Qualche decennio fa, Araki disse che il futuro della fotografia era nella quantità.Forse qualcuno ha voluto sovvertire questa affermazione,Araki non ha mai detto che questa tendenza fosse cosa positiva.
L'esplosione delle nuove tecnologie ha portato ad una produzione abnorme di immagini e l'uso sconsiderato della nuova tecnologia ha prodotto una quantità di merce di molto superiore alla domanda. Se i fotografi adesso non lavorano più o fatturano, vendendo files per pochi euro, 300 euro al mese, non è colpa della tecnologia ma dell'uso sbagliato che molti professionisti ne fanno.
Non è colpa dell'editoria che anche se non fosse in crisi non potrebbe comunque assorbire tutta questa gigantesca quantità di immagini.Il mondo è già troppo pieno di immagini,miliardi di foto.A cosa serve continuare a produrre le stesse foto,fatte già da altri, sugli stessi argomenti e soggetti ?
Se vogliamo comprare l'immagine di un peperone basta andare sul web e ne troviamo per pochi euro a migliaia.Ma se vogliamo comprare il peperone di Weston è un problema, un grosso problema.Perchè ? Come minimo dobbiamo recarci in una celebre galleria d'arte ma anche lì sarà difficile trovarlo.Allora possiamo tentare di cercarlo da Sotheby's  ma ci accorgiamo subito che li non lo possiamo comprare.Troppo caro.
Adesso mi chiedo, quale è il modello economico vincente per vendere fotografie ? 
A cosa serve continuare a produrre immagini che già esistono ?

martedì 16 dicembre 2014

venerdì 14 novembre 2014

giovedì 30 gennaio 2014